I mulini a sfere sono tamburi giganti riempiti, per una percentuale compresa tra il 30 e il 40% del loro volume, con corpi macinanti che si muovono liberamente – in questo caso sfere. Il diametro delle sfere varia da uno a diversi centimetri a seconda dell’applicazione: sfere più piccole per risultati di macinazione fine e sfere più grandi per operazioni di macinazione più grossolana.
Mulino a sfere per la frantumazione a secco di materiali duri, in particolare per la gamma ultrafine < 10 µm in circuito con un classificatore ultrafine Alpine
Tamburo di macinazione supportato da cuscinetti a perno raffreddati ad acqua e lubrificati a olio
Tamburo di macinazione rivestito con piastre antiusura in carburo di tungsteno oppure con elementi in silice o ceramica quando è richiesta una macinazione senza contaminazione da ferro
Elementi di macinazione determinati dal tipo di rivestimento
Principio di funzionamento
I mulini a sfere sono tamburi giganti riempiti per il 30-40% del loro volume con corpi macinanti liberi di muoversi – in questo caso sfere. Il diametro delle sfere varia da uno a diversi centimetri a seconda dell’applicazione: sfere più piccole per risultati di macinazione fine e sfere più grandi per operazioni di macinazione più grossolana.
L’azionamento mette il tamburo di macinazione in rotazione lenta e il letto dei corpi macinanti viene così attivato, ovvero le sfere vengono sollevate per poi ricadere con forza contro il letto. I mulini a sfere vengono solitamente fatti funzionare al di sotto della velocità critica. La velocità critica è quella alla quale, secondo calcoli matematici, i corpi macinanti verrebbero centrifugati fuori dal tamburo.
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